MIA MADRE


Mia madre, mia eterna margherita
che piangi e mi sorridi
viva ora più di prima,
lo so, lo so quel che dovrei, pazienza
di forte non è questa ostinazione
d'uomo che teme la sua resa. Forza
è pace. Il sapore che s'insinua
nell'ora giusta fra due giuste veglie
è forza anch'esso, non viltà. Ma ormai
che i tuoi occhi mi s'aprono
solamente nell'anima, due punti
tenaci al fondo del braciere
con cui guardare tutto il resto, o santa,
non è il taglio a fil di lama
che partisce ombra e sole in queste vie
puntate contro il fuoco
del mare all'orizzonte, è un altro il segno
a cui dovrò tener fronte, segno
che ferisce, passa da parte a parte.

Mario Luzi

 

 

               
 

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