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IIIII |
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IL MIO MIGLIORE AMICOIL
MIO MIGLIORE AMICO |
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TramaUn antiquario di successo, François, con l'agenda sempre piena di appuntamenti e di incontri, è preso alla sprovvista quando durante la cena per il suo compleanno, la sua socia glia fa notare che nonostante tutte le persone che incontra, in realtà non ha un amico. Così accetta la sfida di presentare alla socia, entro dieci giorni, il suo migliore amico, ed inizia una disperata ricerca per Parigi, sul taxi di Bruno di tutti gli ex compagni di scuola, conoscenti e papabili amici...
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Titolo Originale: MON MEILLEUR AMIRegia: Patrice LeconteInterpreti: Pierre Aussedat, Daniel Auteuil, Dany Boon, Cyril Couton, Henri Garcin, Julie Gayet, Christian GazioDurata: h 1.34Nazionalità: Francia 2006 Genere: commedia
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LA TRAMA
Un film che
fà molto riflettere e anche commuovere. Due solitudini si incontrano,una
subita e rifuggita,alla continua ricerca di un anima gemella(uomo, donna
,cane, passante, oggetto),un'altra invece perseguita in maniera seriale
nell'arco di tutta una vita. Germoglia con così profonde radici,da
diventare dna e non episodica e sporadica sofferenza. Radici così
profonde da diventare modo di essere,così forti da indurre un inganno
negazionista della solitudine stessa. La definirei una autistica
disumana solitudine. Un “rain man” al contrario,dove chi sembra lo scemo
del villaggio è in realtà a suo agio nella vita,ne accetta le sofferenze
e le gioie,vi si approccia come un bimbo ma è in realtà un adulto
gravato di un vissuto genitoriale e matrimoniale molto intenso,mentre
chi, per mezzi espressivi,cultura e censo,intelligenza,acume e passioni
radical chic,dovrebbe essere il "tutore" dell'uomo della pioggia,si
rivela in realtà un adulto immaturo,così insofferente di qualunque
affettività sovrastrutturale,da essere in effetti un mezzo uomo che vive
una mezza vita nel totale disprezzo della vita stessa e nella assoluta
inconsapevolezza e candore virginale. Due anime così diverse non possono
che creare un composto altamente esplosivo,se per egoismo utilitaristico
dell'uno e sincero bisogno d'amore dell'altro,si ritrovano a fare un
pezzo di strada insieme.e l'esplosione in effetti avverrà,preceduta da
altre più piccole ma significative deflagrazioni che fanno tremare le
fondamenta di una intera mezza-vita,che non vengono udite,ne viste
grazie alle mani sulle orecchie e sugli occhi. Un pezzo di vita,un
cammino circolare per ritrovarsi infine al punto di partenza,diversi ma
in qualche modo entrambi migliori,a riflettere sull'amicizia:uno la
conosce,ne ha avuto gioie e dolori,ne ha perdonato e accettato i
difetti,perchè quando ami,ami e basta. Un'altro,forse ha appena iniziato
a vivere una vita intera.
Una
commedia dolce, mai volgare, che scorre via velocemente (forse troppo).
Insomma, Leconte sembra non volere spingersi oltre, ma alla fine il
risultato è brillante. Straordinari i due protagonisti. (paul) Leconte
si conferma regista di classe e sforna una commedia sul sentimento
nobile dell'amicizia.
Marco
(UDINE)
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