Madre  

di Simonetta Ferrante

Madre avevi
una vocazione all'adolescenza
poi l'incantesimo si e' rotto, in modo silenzioso.
lo vedo dentro una giostra colorata,
il tuo volto amato dentro il tuo luna-park!
E' un veleno sottile che non trova sbocco
nei nostri volti tristi.
Eri giovane, non ancora
vecchia, e marinaia nella pelle,
credevi nelle "fasi"
sembravi un
tronco avviticchiato alla terra,
alla tua arte.
Non si può raccontarli tutti i tuoi colori
sono selvaggi nel guardarli.
Valeria mia madre,
Valeria la bambina
fragile, e chiusa in se come
un bozzolo di farfalla.
Disobbedivi spesso,
in cerca di infinite libertà
presa in trappola da cupe paure
chiedevi al bicchiere le sue poche gioie
figlia mai stata adulta.
un infanzia senza fine,
Adesso corro su questa strada
senza più te,
ne' le tue visioni ,
strane atmosfere
forti d'incantesimi e un'invisibile magia
nate sempre
dai colori della tua natura,
la tua voce calma che consolava tutti.
E così finisce,
senza nemmeno il tempo di cercare tuoi segreti,
i tuoi inchiostri perduti.
Nelle tue iridi, fisso uno sguardo ormai sporco.
E continuo a vivere arbitrariamente,
senza sapere dove tutto vada.

 

 

opera di Valeria D'Arbela

Sei sempre con me mammina mia bella anche se un 5 maggio di 8 anni fa hai preso il volo per le galassie.
Simonetta

 

 

 

 

 

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